Sono una mamma fondamentalmente tossica.
Non riuscirò a trasmettere a mia figlia nessun sano principio, nessun valore incrollabile, nessuna direttiva per l'anima: non riuscirò neppure ad insegnarle a mangiare la verdura, figuriamoci fornirle un qualche pilastro per lo spirito.
E' che sono un'incapace, brancolo nel buio più assoluto, la maternità non mi ha resa nè più matura nè più sicura. Anzi, ora ho un sacco di dubbi che prima non avevo e per giunta amplificati dalla consapevolezza che ogni cosa che dirò (e farò) potrà essere usata contro di me.
Ad esempio... Riuscirò a renderla immune dal potere maligno delle parole?Tutte le parole che le scaricheranno nelle orecchie nei momenti più bui e lei sarà lì a bersele come acqua fresca, a cercare di dar loro un senso prese una per una e poi incatenate, povera misera donna in balia delle sue vertigini emotive. Tutte le parole che leggerà e scriverà e dopo averle scritte le rileggerà per il solo gusto di arrotarsi le erre in gola, ognuna alla distanza giusta dall'altra, perchè la metrica è importante, signora mia, è mica solo roba da poeti sa. E tutte le parole, oh signore, tutte quelle santissime e benedette parole sussurrate, soffiate, brevi respiri lungo cui scivolare senz'arte nè parte, flussi di carezze anestetiche per i suoi pensieri immobili e sospesi.Forse dovrei bruciare tutti i libri. Allora sì che la salverei. Una perfetta idiota finalmente felice per davvero?
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